Ipotesi per un design dell'inclusione


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Martina Toffolo

Una sfida per le amministrazioni.

La sfida che oggi le amministrazioni devono perseguire è quella di garantire la qualità di vita ai propri cittadini, qualità che diventi motore di sviluppo e di coesione sociale.

Su questo presupposto poggiano le basi dello studio che coinvolge il quartiere di Largo Cervignano a Pordenone, storico intervento di case popolari pensate, fin dall’inizio, come luogo di compresenza tra servizi pubblici (la biblioteca di quartiere, la scuola materna), spazi di relazione (il parco, la piazza) e diverse tipologie dell’abitare (il condominio, la casa in linea). Quello che però era un progetto complesso degli anni ’80 oggi si presenta come un luogo con scarsa qualità architettonica ed urbana, costi di gestione energetici abnormi e difficili rapporti sociali che richiedono interventi pubblici di sostegno.

Il concetto di transition town diventa allora pretesto per ridiscutere le dinamiche del vivere e per ripensare, contemporaneamente, i luoghi dell’abitare, mettendo in gioco dinamiche sociali, forze del territorio e voglia di cambiare le regole del gioco. Il progetto prevede un percorso di crescita della comunità che vede nel “trasferimento temporaneo” in spazi pensati e progettati (case temporanee, modulari, riutilizzabili, sostenibili), l’occasione per rinnovare e ripensare il modo di vivere il quartiere e le relazioni umane che ne sono il vero valore, nell’attesa e seguendo in presa diretta, il rinnovamento e la riqualificazione dell’abitazione di origine. Questo progetto, a cavallo tra architettura, urbanistica e politiche sociali, ha la potenzialità di essere il modello del riscatto delle nostre periferie urbane per le quali, in troppi casi, la risposta al disagio viene data con la repressione e non con promozione della qualità del vivere.

Martina Toffolo, Assessore all’Urbanistica di Pordenone

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