Ipotesi per un design dell'inclusione


Fattori

Fattore spazio

Non v’è dubbio infatti che, al di là della vasta molteplicità di temi ed esperienze dentro e attorno al mondo industriale e postindustriale, il tema della città è stato l’unico collante rintracciabile in tutta la vicenda dell’architettura moderna, il tema dell’alloggio investe la società umana in tutti i suoi aspetti, sino a renderlo il paradigma chiave di ciò che è civile o incivile.

Mentre la città è stata per millenni il luogo dove si stava, si faceva, si lavorava e si comuni- cava, oggi l’urbanistica invisibile e ipertestuale della civiltà digitale estende il concetto di città a qualunque scala, ambito, spazio, sito in cui possiamo essere interconnessi, sino al nostro stesso corpo, rendendo assolutamente ubiquo e indifferente qualunque logos insediativo.

L’habitat umano è un campo generativo di nuove famiglie di prodotti, sulla base di:

  • 1) nuovi comportamenti
  • 2) nuovi paradigmi formali
  • 3) nuovi modelli economici

Fattore tempo

E’ stato rilevato che se facebook fosse un paese sarebbe il terzo o il quarto al mondo per numero di abitanti e che mentre la radio ha impiegato circa 38 anni per arrivare a 50 milioni di utenti, per raggiungere lo stesso obiettivo il social network in questione ha impiegato solo 5 mesi, quasi cento volte più veloce. Secondo uno studio del Ministero del Lavora degli Usa i dieci lavori più richiesti nel 2010, non esistevano nel 2004: stiamo preparando giovani per lavori che ancora non esistono; utilizzando tecnologie non ancora inventate; per risolvere qualcosa non ancora identificato come problema.

 

Alcuni dati:

> Il mondo nel 1950 era popolato da 2 miliardi di persone nel 2011 ne erano 7 miliardi, di cui il 50% è sotto i 30 anni.

> e-mail nel 1984 =1000 / nel 2004=50miliardi > nel 2010 in Usa il 13% delle coppie si sono conosciute sul web

> si prevede che entro il 2049 la capacità computazionale di tutta la specie umana sarà superata da un computer da 1.000 dollari.

N/A
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Fattore umano

Da tempo siamo passati da società a Continente, il cui attore è la famiglia che organizza e gestisce la domanda di innovazione, verso una società ad Arcipelago, il cui attore è la persona che manifesta una domanda di innovazione più complessa

e contraddittoria. Il cambiamento delle condizioni socio-economiche della macchina globale del produrre, ha creato uno scenario culturale e industriale deframmentato e incerto rendendo i tradizionali modelli epistemologici del Design e del Marketing non sufficienti ad una intervento sulla realtà.

In sostanza si sta creando una società parallela a scala mondiale denominata società in Transizione o di Transizione particolarmente visibile se osservata nei risvolti insediativi e urbanistici.

Fattore innovazione

Nella società post-industriale il sapere si presenta sempre più come una costruzione permanente e multidisciplinare che si sposta dal sé, preteso centro dell’universo, verso
 i bordi di una rete tridimensionale sempre più ad n dimensioni.

Il pensiero lineare della Modernità assicurava infatti modelli mentali da un lato molto evoluti, sperimentali e dinamici, ma d’altro lato il suo paradigma cognitivo era legittimato da centri filosofici stabili: osservatore-osservato e approccio riduzionista-lineare.

Nella Società Contemporanea quei modelli sono ora focalizzati sulla nozione di Ubiquità e Complessità, rendendo difficile la ricerca di un centro non solo esistenziale ma anche cognitivo condiviso, in una società labirintica dove ogni cosa è dentro un’altracosa, e dove si risponde ad una domanda, con un’altra domanda.