Ipotesi per un design dell'inclusione


Pordenone Transition Town

In collaborazione con ISIA Roma Design, Polo Tecnologico di Pordenone e ICE Agenzia.

Il progetto si basa sulla ricerca di un abaco architettonico frutto del mix fra elementi costruttivi figurativi e tipologici e delle loro permutazioni per offrire riconoscibilità, facilità d’uso e una accettabile praticabilità e gestione del complesso edilizio.

Il complesso edilizio sito in Largo Cervignano in Pordenone è stato realizzato all’interno di un programma ATER all’inizio degli anni 80 con caratteristiche sicuramente interessanti di architettura che ha saputo sviluppare in un modo colto un programma edilizio di housing sociale, soprattutto considerando l’impatto di town design. Oggi questo insediamento manifesta un forte deficit sia a livello impiantistico per la parte elettrica e per gli aspetti connessi all’area golenale, e sia sotto gli aspetti di impatto visivo, in particolare nella parte del complesso alta otto piani che sta a fronte strada. La amministrazione comunale ha pensato di utilizzare il paradigma Transition Town, delle architetture temporanee da costruire esattamente nel luogo stesso della loro vita quotidiana, onde poter in questo modo realizzare una grossa operazione di recupero ambientale evitando notevoli disagi o addirittura traumi da disadattamento per la componente degli anziani e dei piccoli. Il cantiere dovrebbe costituire una sorta di macchina edile programmata per realizzare la messa a norma, scala per scala, mentre gli abitanti la cui composizione è anche profondamente variata nel tempo rimarrebbero nello spazio che è loro consueto e familiare. In questa operazione che durerebbe mesi, dal momento che in tutte le unità residenziali andranno eseguite opere di messa a norma abbastanza radicali, si approfitterrà per tentare delle variazioni di standard edilizi non solo appropriate ma oggi anche necessarie e rispondenti a nuove ed aggiornate richieste dalle convenzioni ISO 9000 e nel fare questo cercheremo, attraverso un piano di programmazione condiviso con l’amminjstrazione, che rimane il soggetto ideatore e promotore, di far emergere tutte le caratteristiche inerenti il paradigma ambientalista contemporaneo, ma soprattutto della cultura ambientale e figurativa delle costruzioni attuali. Due punti: 1) Come rete utente, il progetto prevede la costituzione di un social web network che, sostenuto dai comuni d’europa, focalizza in modalità online tutte quelle situazioni critiche che rispondono ai requisiti di accettazione e di reciprocità socialmente sostenibile.
Si tratta di requisiti che servono in ciascun insediamento, a seconda del tipo di “popolazione critica “ che andrà a abitarci temporaneamente e dunque presente in quello o in quell’altro quartierino.

Diversamente, come rete proponente, il progetto prevede la costituzione di sistemi misti pubblico privato di aziende (costruzioni, prodotto, componentistica, sistemi informatici per appartamenti intelligenti, destinati a vari tipi di utenze, anche allargate per il sostegno agli anziani) e si rivolge a quei players, in grado di cogliere le potenzialità insite nel leggere in modo diverso tali processi, ad es. opportunità concrete per un nuovo modello di business “social” a scala internazionale. Queste problematiche oggi in Europa ancora non sono formulate in modo chiaro in termini di mercato, ma va detto che su un nuovo tipo di social housing molto più moderno ed attuale, esistono segnali importanti che si appoggiano su trend in cammino molto precisi e che almeno per i prossimi decenni, appaiono irreversibili. Questo tema è destinato ad evolvere molto rapidamente dal piano del disagio alla richiesta più esplicita in termini di mercato e di domanda-offerta di servizi abitativi evoluti. Per concludere questo progetto è un progetto di Sistema ed ha perciò tutte le prerogative necessarie per interessare una vera e ampia molteplicità di attori sociali, professionali, imprenditoriali, finanziari e culturali, che il Design Management deve interconnettere e assemblare in funzione sia di riqualificazione delle aree urbane, che di prospettive di nuovi settori del business. Si pensi soltanto cosa potrebbe rappresentare in funzione di un nuovo tipo di turismo low cost ma di alta dignità per cultura spaziale e innovatività.